COMUNICATO STAMPA
SANITÀ, UN ANNO CON LUCI ED OMBRE. SERVE UN 2026 CON RISORSE, DIALOGO E PROPOSTE ADEGUATE PER IL RILANCIO DEL SSN E DEL RUOLO DEI MEDICI. IL BILANCIO E L’APPELLO DELLA FEDERAZIONE DEI MEDICI TERRITORIALI
23 dicembre – Andiamo verso la fine dell’anno ed è il momento di fare bilanci e di avanzare proposte per il 2026, per il Segretario nazionale di Federazione dei Medici Territoriali-FMT, Francesco Esposito: “È stato un 2025 con luci ed ombre, in una preoccupante continuità con questi ultimi dieci anni. Positiva è stata la chiusura in tempi rapidi di nuovi accordi di lavoro per quanto riguarda la dirigenza ed i convenzionati, ma negativo rimane il profilo delle risorse perché entrambi i settori continuano a subire un sotto finanziamento e sono del tutto insoddisfacenti dal punto di vista economico: a fronte di una perdita reale dello stipendio del 15% si è recuperato soltanto il 6%. Per i medici di medicina generale la situazione è anche peggiore in quanto subiscono l’inflazione e quindi il costo dei fattori di produzione, che non sono stati rimborsati”.
“Rimane in campo in positivo – continua – la promessa da parte del presidente del Comitato di settore Marco Alparone di iniziare subito le trattative nel 2026: potrebbe essere un ‘cambio di passo’perché per la prima volta si adeguerebbe la tempistica dei contratti nazionali allineandoli agli anni in corso, un fattore che potrebbe incidere sulle future Finanziarie per individuare e prevedere ulteriori, e adeguati, stanziamenti. Ed infatti, sul piano più generale, quello delle risorse è il punto centrale”, sottolinea Esposito che aggiunge: “Apprezziamo gli sforzi fin qui fatti dal Governo per il Servizio Sanitario Nazionale, ma è chiaro che rimane un impegno insufficiente se confrontiamo questi investimenti al PIL: siamo ormai lontani anni luce da quello che è il livello di risorse previste dagli altri paesi dell’Europa e dell’OCSE, il nostro sistema sanitario è sotto finanziato. Serve un cambio di rotta radicale, centrato sul rilancio della sanità pubblica e del ruolo dei medici, altrimenti la risposta alla domanda di salute dei cittadini, al nodo della cronicità, della fragilità, e dell’invecchiamento della popolazione rimarrà inevasa e sarà soddisfacente ed inadeguata”.
“Infine – conclude Esposito – due ulteriori osservazioni, anche in questo caso con luci ed ombre. Siamo d’accordo con la previsione di diverse forze politiche nel Parlamento di trasformare la formazione specifica in medicina medicina generale in una vera specializzazione come nel resto d’Europa, uniformando tutele e trattamento e economico con i giovani medici delle altre specialità. D’altronde è una nostra storica battaglia sindacale. Giudizio negativo sul pasticcio fatto nell’ammissione alla facoltà di medicina che avrebbe dovuto sostituire il numero chiuso: auspichiamo ora un ripensamento e un intervento per sanare i problemi che sono stati creati”.
