COMUNICATO STAMPA

La denuncia di FMT-Lombardia: la dipendenza dei medici di medicina generale riduce i diritti dei cittadini

18 maggio – Federazione dei Medici Territoriali-Lombardia (FMT) conferma la disponibilità a garantire la presenza dei medici di medicina generale (Mmg) nelle Case della Comunità, così come già previsto negli Accordi Regionali del 2025, per consentire l’assistenza ai cittadini rimasti senza medico curante e la continuità delle cure anche a tutta la popolazione affetta da patologie croniche. Ma allo stesso tempo ribadisce il no alla dipendenza dei medici di famiglia, e invita a trovare soluzioni condivise.

Il Segretario FMT-Lombardia Francesco Falsetti, dopo la ferma presa di posizione nazionale del sindacato, interviene sulla complessa situazione regionale: “Rimane la disponibilità a garantire la presenza dei medici di medicina generale (Mmg) nelle Case della Comunità, così come già previsto negli Accordi Regionali del 2025 della Lombardia, per consentire l’assistenza ai cittadini rimasti senza medico curante e la continuità delle cure anche a tutta la popolazione affetta da patologie croniche. Riteniamo che tale garanzia possa essere formulata anche a livello nazionale con apposita decretazione, ma con soluzioni condivise. Non accettiamo pertanto i contenuti ‘imperativi’ della bozza di decreto legge, elaborato su spinta di alcune Regioni, tra cui la Lombardia, che per assicurare questa presenza propongono un incomprensibile quanto inutile passaggio alla dipendenza di una parte dei MMG modificando l’organizzazione della Medicina Generale territoriale”. 

“A nostro parere – continua Falsetti – questa richiesta non trova giustificazione nella carenza dei MMG, ma dal fatto di dover rispettare, nei tempi richiesti, quanto previsto dal PNRR, pena la perdita di risorse europee.  Alcune Regioni, tra cui la Lombardia, potrebbero utilizzare il passaggio alla dipendenza, così come proposta nella bozza di decreto, in maniera ampia e distorta, così da compromettere il diritto di libera scelta del medico curante da parte di migliaia di cittadini come  previsto dalle leggi istitutive del S.S.N.”.

“Senza il proprio medico curante – spiega – i cittadini perdono la continuità di assistenza che resterebbe invece coperta in maniera discontinua da personale medico dipendente turnista non scelto/revocabile, obbligato ad imporre la programmazione regionale. L’Assistenza Primaria affidata ai medici dipendenti, non fiduciari, consentirebbe una ulteriore regionalizzazione della Sanità, accentuando le già gravi differenze tra Regioni, a scapito dell’uniformità assistenziale del S.S.N. Un fatto, purtroppo, che già caratterizza negativamente la sanità lombarda, con una accentuata privatizzazione, una pesante burocratizzazione, una applicazione di un proprio inefficiente sistema informatico, con lunghe liste di attesa, ecc…”.

“FMT-Lombardia – conclude Falsetti – chiede al Governo di modificare la bozza di decreto legge voluto da alcune Regioni onde evitare di togliere ad una larga parte della popolazione il libero rapporto medico/ Paziente: diritto istitutivo del SSN. Così si permetterebbe inoltre di accogliere le proposte dei sindacati medici per attivare l’assistenza integrata nelle Case della Comunità quando e dove istituite. Si chiede il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni dei malati per il sostegno prioritario di una Sanità pubblica libera ed uguale su tutto il territorio nazionale”.