COMUNICATO STAMPA
SANITÀ, A CATANIA EMERGENZA 118: POCO PERSONALE E L’ASP NON INTERVIENE.
LA DENUNCIA DELLA FEDERAZIONE DEI MEDICI TERRITORIALI-F.M.T.: MEDICI IN FUGA DALLA DISORGANIZZAZIONE
EMANUELE COSENTINO, F.M.T.: “CATANIA: 117 MEDICI PREVISTI, IN ORGANICO 86, IN QUATTRO MESI SARANNO 78, QUINDI IL 40% IN MENO. IN SICILIA SU 585 MEDICI DELL’EMERGENZA IN ORGANICO SOLO 340”
22 gennaio – Federazione Medici Territoriali (F.M.T.) con un documento inviato all’Asp di Catania denuncia il grave stato di emergenza del 118, le ricadute su medici e cittadini, e avanza un pacchetto di proposte. Ma dalle Istituzioni non arriva alcun riscontro.
Emanuele Cosentino, dirigente di F.M.T., fa un quadro della situazione con alcuni dati: “L’emergenza territoriale a Catania dovrebbe avere in organico 117 medici e al momento ne ha solo 86. Nei prossimi quattro mesi ne avrà 78, riassumendo, quindi, il 40% in meno. Più in generale, la regione Sicilia dovrebbe avere in organico585 medici e al momento ne ha 340. Un’autentica emergenza. A peggiorare il tutto: negli ultimi due anni non sono stati banditi corsi di formazione per i medici dell’emergenza sanitaria territoriale e la situazione è sostanzialmente sovrapponibile per il personale infermieristico”.
Quindi, nel documento inviato alle Istituzioni F.M.T. sottolinea come l’Emergenza Territoriale 118 (SET-118) “rappresenti un pilastro fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale, con l’obiettivo vitale di gestire patologie ‘tempo-dipendenti’ dove la tempestività dell’intervento determina la differenza tra la vita e la morte”. Ed evidenzia “come questo sistema stia vivendo una crisi profonda, specchio delle difficoltà generali della sanità pubblica italiana e specialmente in Sicilia, con particolare riferimento alla provincia di Catania, ma anche in quelle di Ragusa e Messina”.
“Il problema principale – continua Cosentino – risiede nella grave carenza di personale (medici, infermieri e autisti-soccorritori), costringendo gli operatori a continui sforamenti di orario. Le conseguenze pratiche di queste carenze trovano riscontri diretti anche nei fatti di cronaca, come quello avvenuto recentemente ad Adrano, e qualche settimana prima a Randazzo: nonostante l’arrivo tempestivo delle ambulanze del 118, a bordo non era presente alcun medico, motivo per cui si è reso necessario l’intervento dell’elisoccorso per interventi ormai superflui (situazione analoga anche a Mineo). Questi casi illustrano perfettamente il divario tra la necessità teorica di un intervento medico immediato e coordinato (come auspicato da F.M.T.) e la realtà operativa segnata dalla mancanza di personale. Mentre F.M.T. chiede riforme strutturali e una valorizzazione delle figure professionali per garantire la tutela della salute, i territori si trovano a gestire emergenze critiche con risorse limitate, dove anche il supporto, solo per pochi mesi, di ‘eccedenze’ delle varie organizzazioni del volontariato, non sempre basta a compensare i ritardi causati dai buchi organici del sistema sanitario e le conseguenze reali ricadono sui cittadini”.
“Nel corso dell’ultimo anno – evidenzia il dirigente F.M.T. – abbiamo anche rilevato un comportamento punitivo e persecutorio nei confronti dei medici dell’Emergenza Territoriale che ha giustificato la ‘fuga’ (si stima l’abbandono di ulteriori circa 10 medici nei prossimi 6 mesi) attraverso pensionamenti e trasferimenti ad altre ASP di numerosissimi medici emergentisti e il mancato arrivo di alcuni arrivi, e oggi ci si ritrova a carenze abissali, alibi utile alla chiusura di presidi medicalizzati ormai strutturati sul territorio come quello di Mascali”.
“Gli errori del passato nella programmazione – aggiunge – seppur ‘temporaneamente’ ma diventati definitivi, giustificati dall’ASP e dall’Assessorato con dislocazioni di Mezzi di Soccorso Avanzato che andavano invece incrementati come previsto dalle raccomandazioni di AGE.NA.S. e dalle leggi ancora vigenti (D.M. n.70-2015), si vanno progressivamente ritorcendo nei confronti dei cittadini e del sistema stesso”.
“F.M.T. ha inviato un documento in una mail all’ASP Catania – conclude Cosentino – proponendo l’istituzione di un tavolo tecnico permanente e di una conferenza tra le varie componenti del sistema, incluse le sigle sindacali, per ottimizzare le funzionalità e risolvere le discrepanze attuali. Ma fino a oggi è stato un ‘muro di gomma’, nessuna risposta. Le conseguenze ricadono sui medici ma soprattutto sui cittadini”.
